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I medici di guardia in pigiama, leggenda o realtà? Rubrica dei Resilienti – Adesso parlo io

26.09.2018 Lettera firmata con uno pseudonimo, autore anonimo.

Cari colleghi medici di guardia resilienti,

Grazie anzitutto per questo strumento che da voce a tutti noi, oggi volevo raccontare una fiaba per conciliare il sonno o la gastrite.

Si narra di una leggenda intitolata “i medici in pigiama”. La nostra storia inizia con giovane medico reperibile nella terra della pizza e della pastiera, mozzarella di bufala e babba’: era stato chiamato per un turno notturno in un presidio di guardia medica, in questo presidio si lavorava in 4 medici per turno.  Al suo arrivo il giovane collega fu accolto dagli altri 3 colleghi di circa 60 anni che dissero al giovanotto – “ma tu lo sai vero che il collega che ti ha chiamato per coprirlo era ATTIVO stanotte? “ – Il giovane restò un attimo attonito prima di rispondere – “scusa in che senso ATTIVO?”-  Gli spiegarono che in quel presidio – “siamo organizzati così” – ovvero che di notte dei 4 medici presenti, 3 intorno alle 10 indossavano il pigiama e uno invece era ATTIVO. Le cose gli furono da subito chiare, quella notte il giovane medico fu l’unico medico ATTIVO in quel presidio, gli altri tre in pigiama a dormire.

Altra leggenda interessante è il concetto di “reperibilità”. Ogni anno le varie asl predispongono gli “elenchi dei reperibili” che contano centinaia di nomi di colleghi che hanno inviato la richiesta di inserimento in quegli elenchi. Alcune asl predispongono addirittura dei turni di reperibilità, altre invece semplicemente consegnano gli elenchi ai titolari dei presidi che dovranno poi chiamare loro stessi i colleghi in caso di necessità. La prima anomalia che salta all’occhio è che quella che qui viene chiamata “reperibilità” qualcosa che in realtà tale non è non essendo il collega “reperibile” in alcuno modo remunerato a meno che non venga attivato dal titolare. È chiaro quindi che se io reperibile non ricevo alcun indennizzo per la mia “reperibilità” non ho alcun obbligo ad essere né reperibile né disponibile ed è chiaro quindi che il collega titolare dovrà impiegare un bel po’ di tempo e fare tantissime telefonate scorrendo L’INTERO ELENCO. In questa terra di scugnizzi si è scambiata la reperibilità con la disponibilità.

Ma allora in un mondo leggendario come questo come fanno i turni a funzionare? Non sarà che molti titolari sfruttino la loro posizione per manipolare i medici più giovani in stato di necessità per lo più disoccupati o sotto-occupati? A pensar male di potrebbe credere che questi titolari cedano i loro turni “scomodi” a colleghi che pur di lavorare farebbero qualsiasi cosa.  Ed è così che pur mantenendo l’incarico di ca, sempre nel nostro mondo leggendario, queste creature millenarie, cariatidi di una medicina generale assonnata, riescono a gestire lavori diurni in cliniche, luccicanti studi dentistici, svolgere regolarmente attività privata, frequentare il corso di formazione in medicina generale da sovrannumerari e anche chesso’ passare le festività a casa, mentre preparano la pastiera. Davvero superumani in pigiama, peccato sia giusto una leggenda vero?

A questo punto però il sogno si fa fitto, la leggenda affonda nel mito e bisogna affrontare un altro tema molto caldo: quello delle incompatibilità e delle autocertificazioni del cosiddetto “allegato L”: pensate che nel nostro mondo immaginario ii colleghi titolari di ca firmano l’allegato L dove dichiarano in autocertificazione il fatto di non avere attività incompatibili. Lo firmano però una volta sola all’atto della firma della convenzione e non una volta all’anno come dovrebbe essere. In questo modo, dicono le ninfe dei boschi, come si garantisce che qualcosa sia cambiato dall’epoca della firma della convenzione? E le maligne sirene aggiungono “chi ci dice che non abbiano dichiarato il falso in autocertificazione?”. Cattive le creature mitologiche.

Ultimo punto dolente della nostra odissea: l’assegnazione degli incarichi provvisori. Delle varie asl presenti in questa regione fatata pare che una solamente utilizzi un metodo che tende alla trasparenza nell’assegnazione di questi incarichi, pubblicando in rete ogni mese i posti vacanti, la graduatoria aziendale e successivamente i nomi dei colleghi assegnatari di incarichi, le altre sei invece nulla di “facilmente consultabile”, chissà perché mentre una asl ha trovato il modo di gestire le assegnazioni in maniera trasparente, le altre asl invece non l’hanno ancora trovato.

Chissà se questo cavallo di troia piacerà al nostro Omero…

Firmato: L’ira funesta di un giovane Medico

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