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Autocertificazione di malattia: basta aspettare!

Di Marco Nardelli.

 

Il mestiere del Medico di Medicina Generale e’ gravato da moltissima burocratizzazione, tra le tante criticita’ legate a questo appare assurdo come nel 2018 se un paziente ha un semplice mal di testa e non e’ in grado di lavorare debba dover andare dal suo Medico per un certificato di malattia. La prima assurdita’ sta nel fatto che per patologie comuni e minori, come ad esempio un’influenza non complicata in un giovane o un episodio di emicrania in un paziente con emicrania nota, il Medico ha ben poco da visitare. Sono scenari comuni che di fatto non richiedono una particolare valutazione clinica.

Ma come funziona nel resto del Mondo? Nella grigia Londra un lavoratore puo’ autocertificare fino a sette giorni di malattia, esiste infatti un apposito modulo online, che il datore di lavoro non puo’ rifiutare, e solo trascorsi sette giorni entra in gioco il Medico di Famiglia che comunque ha facolta’ di decidere se il certificato richiede una visita presso lo studio medico o un consulto telefonico. Un paziente con depressione ricorrente nota infatti potrebbe aver bisogno di due settimane di riposo senza necessariamente dover essere esaminato dal Medico fisicamente.

Ma allora come mai in Italia non funziona cosi’? In parte perche’ la legge vincola l’atto della “certificazione” alla presenza fisica della persona davanti a chi certifica (facilmente superabile con una correzione della legge), in parte perche’ i decisori credono che il fatto di dover andare fisicamente dal Medico sia un deterrente importante per episodi di assenteismo. Ma questo costringere i Medici a fare da “deterrente” dell’assenteismo non esula dal loro dovere molto piu’ nobile del curare le persone? Quei cinque o sei pazienti in sala d’attesa ogni giorno che causano una perdita di tempo di oltre 50 minuti in un orario gia’ ridotto di studio medico fanno la differenza. Cinquanta minuti sono il tempo da dedicare a due visite complesse che vanno in fumo per ammortizzare il fenomeno dell’assenteismo. Per non parlare del fatto che pazienti con virosi semplici in sala d’attesa possono diffondere il virus a pazienti debilitati nella stessa stanza o bambini creando anche un grosso problema di sanita’ pubblica che il Ministero della Salute sembra ignorare. Diciamo allora che questo sistema dovrebbe essere al tramonto e visto il vento di “cambiamento” ci dovrebbero essere decisori in ascolto: autocertificazione di malattia subito. Parola di un MMG resiliente.